Cervia - Bertinoro
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Cervia - Bertinoro

CERVIA - BERTINORO
Lunghezza: 60 km
Difficoltà: bassa
Durata: 2 ore e 30'


Da sapere
Ottima pedalata per chi vuole abbinare fatica e storia, fremito e tradizioni. La Panighina è un "muro", giusto per saggiare forma e condizioni, fra casolari e ville d'altri tempi.
Per il vino invece meglio venire in auto: è buonissimo, ma con queste salite non si scherza.

Il percorso
Potrebbe essere una passeggiata, dipende.
C'è gente che la fa restando sotto le due ore, altri...indugiano. Attraversata la statale Adriatica c'è via Cervara al primo bivio a sinistra. Brezza contraria vuol dire buon mattino, ma al ritorno l'avrete a favore.
A destra c'è via Beneficio 1° tronco: se la ride Pisignano, poi Cannuzzo dorme beato fra i suoi campi. Sotto scorre il Savio e andando avanti a sinistra per Mensa, c'è un altro gomito di curva a mancina. Poche auto e qualche trattore in più sono il traffico locale, la successiva a destra s'ingobbisce sul cavalcavia che immette sul Dismano. Si gira a sinistra e poi, a destra, avanti tutta per Santa Maria Nuova. Sale a guardar fisso Bertinoro l'ultimo cavalcavia, che lancia la rincorsa alla via Emilia: il semaforo però impone lo stop. Sempre diritto inizia il centro della Panighina e subito c'è aria di salita. Con Villa Norina si entra nella storia del territorio, però non è finita. Non sarà 18% ancora, ma l'ultima rampa a destra del paese incute timore. L'abbrivio non è facile, ma poi c'è la fontana all'altro capo del paese, vero angolo della solidarietà.
Si ritorna, facendo dietrofront, nella vertigine della discesa, che impone subito un gran ritmo. Tenendo
la sinistra spiana un poco trovando un varco fra i vitigni, poi ancora giù a capofitto. Quasi a fine corsa c'è via Madonna del Lago, nel parallelo che segue di profilo il bel colle degli Anelli. A destra l'omonima chiesa immette all'ultima fatica. Fossero tutti così gli strappi sarebbe un guaio. A sinistra poi non dovrebbe essere una novità l'ultimo spunto che riporta alla via Emilia. Sempre diritto a Santa Maria Nuova, poi al Dismano, e di seguito a Matellica, Cannuzzo, Pisignano e Cervia, è come bere d'un sorso anche l'ultimo fastidio.

Storia
si trova fra Cesena e Forlì, a 257 metri sul livello del mare e conta 8.600 abitanti.

Storia
Nota per i suoi vini e la sua storia illustre Bertinoro è conosciuta in tutto il mondo. Nell'undicesimo secolo esisteva già il Castrum Bretenoni, sede di contea sulla quale si misurarono in modo cruento cesenati, forlivesi e riminesi. Nel 1558 il borgo passò dallo stato Pontificio all'Italia. L'origine della sua denominazione è legata ad una leggenda popolare che lega la bontà della sua albana a Galla Placidia, sorella dell'imperatore Teodosio.

Da vedere
Il palazzo comunale fu edificato nel 1306 da Pino degli Ordelaffi. E' stato più volte rimaneggiato, l'ultima volta nel 1934, ed ha al suo interno alcuni pregevoli locali come la sala del Popolo e la sala Magna. A fianco si trova la torre dell'orologio, rinforzata nel 1599. Ma Bertinoro è conosciuto anche per la sua proverbiale ospitalità e la colonna degli anelli sta a testimoniare questa tradizione secolare. La cattedrale risale al 1500 ed è in stile bramantesco. La rocca ospitò nel 1177 Federico Barbarossa ed ora sta ritornando agli antichi splendori grazie ad un opportuno restauro. Sede del vescovado ospita inoltre il centro per lo studio e la conservazione dell'arredo liturgico e del costume religioso.
Fuori porta invece merita una visita la chiesa romanica di Polenta con incisa una lirica di Giosuè Carducci.