MOUNTAIN BIKE IN ROMAGNA
/ Ca' Bionda - Porcentico
CA' BIONDA - PORCENTICO
Lunghezza: 21 km
Difficoltà: alta
Durata: 2 ore e 30'
Cusercoli si trova nella valle del Bidente a 11 Km da Meldola.
Da sapere
E' l'antica via del sale che partiva da Cervia e portava a Firenze quella che si va a percorrere oggi. Le mountain bike seguiranno le orme dei contrabbandieri, su per i contrafforti ancora carichi di quelle misteriose frequentazioni. La pedalata parte dell'agriturismo Ca' Bionda, che rappresenta il paradiso dei biker. Oltre all'assistenza fornita a chi si inoltra in queste zone sulle due ruote, la struttura si trova, infatti, nei pressi del sentiero degli alpini, che ha resuscitato il reticolo di sentieri su cui veniva trasportato il minerale. Necessitano un mezzo fidato, camera d'aria, pompa, casco, guanti e l'occorrente per smontare il copertone.
Il percorso
Per giungere alla Ca' Bionda, punto di partenza, occorre prendere la direzione Forlì-Campigna. Superato poi Cusercoli dalla circonvallazione, un cartello sulla destra spunta ad indicare la strada dell'agriturismo. Si inizia quindi dai trecento metri della cima che domina l'effervescente vallata. Ripercorrendo un piccolo ma impegnativo tratto d'asfaltata, la prima curva a sinistra s'inerpica senza scampo. Inizia l'inghiaiata che sdrucciola sotto le ruote, i rapporti agili sono l'unico rimedio finché non spiana. La discesa nella conca rispunta fuori con una rampa da batticuore, poi, sbucando nel bivio da prendere a mancina, il tratto si fa dolce e un po' ondulato. Un primo casolare dopo circa 2 chilometri affresca il monte, a destra poi si intravede una cascina. Ora si volta a sinistra per scendere nell'inghiaiata comoda solo in apparenza: la ruota schizza via impazzita fra sassi come noci. Sono circa 3 chilometri in picchiata fino al fosso di Porcentico, che s'attraversa per la prima salita d'asfalto subito a sinistra. Fino all'antico borgo la strada sale gradualmente e c'è il gorgoglio dell'acqua di fontana sulla destra a risvegliare quel silenzio. L'asfalto termina alla chiesa di Porcentico, poi è sterrato gobbo incastonato da pietraia. Al quindicesimo chilometro c'è la fontana in una casa che sfida le pendici, poi fino a Cerecchio di Sopra si macina ancora un tozzo di contrafforte. Lì un antico casolare mette tregua per un po' all'arrancare silenzioso: la discesa lascia solo qualche avvallamento, 5 chilometri se ne vanno con tanta gratitudine, poi a sinistra si nasconde un sentiero che porta al passo del Becco prima e della Fusa poi. Tirando diritto, ahimè, si andrebbe fino a Castagnolo. Meglio quindi non sbagliare e navigare nei 4 chilometri di saliscendi che si ritorcono fino allo sterrato dell'andata. Fra gobbe e canalette la scolpitura si fa strada nel budello che abita il crinale. Finito il sentiero c'è da prendere a destra e poi ancora la prima a destra, che scende e sale vertiginosamente. Ecco la prima inghiaiata dove sbuffava, sulla pendenza invisa, il biker dell'andata. Farla in discesa ora è tutta un'altra cosa, ma le ruote scappano senza presa sul terreno. Ancora strappi fino all'ultimo tratto d'asfalto, che parte sulla destra per salire alla Ca' Bionda.
Storia
Il castello che caratterizza l'antico borgo di Cusercoli è posto su un massiccio sperone che si affaccia sul fiume Bidente. Si tramanda che il toponimo Cusercoli derivi da Clasum Erculis, dal nome dell'eroe che pose questa roccia. Una prima struttura fortificata probabilmente sorgeva già in età tardo romana. A questo fortilizio si è sovrapposto in epoca medioevale un più consistente castrum: elementi architettonici del maschio possono far datare il complesso alla prima metà del dodicesimo secolo. Successivamente fu aggiunto il palazzo fortificato, residenza del feudatario. Le mura inoltre furono consolidate, ed una seconda cerchia racchiuse il borgo sottostante. Una bolla di papa Innocenzo terzo testimonia l'appartenenza di questo complesso nel 1213 all'abbazia di S. Ellero. Nel sedicesimo secolo il castello fu ceduto dai Malatesta di Giaggiolo ai Guidi di Bagno, forse anche per le sue pessime condizioni. I lavori di trasformazione della rocca medioevale in dimora signorile per soggiorni estivi, presero avvio nel 1767 e si protrassero fino all'ultimo decennio del secolo. Cessato il feudalesimo i Guidi continuarono per tutto il diciannovesimo secolo a trascorrere saltuari periodi dell'anno nel palazzo, finché questo non fu completamente abbandonato e lasciato in stato di grave degrado. Ora un progetto di recupero lo sta riportando agli antichi splendori.
Da vedere
All'interno del castello è presente una raccolta di mosaici e lapidi dell'epoca romana. Per accedervi si transita per la "Purtaza", antica porta sovrastata dallo stemma dei Conti Guidi di Bagno e frequentata anticamente dai viandanti dello Stato Fiorentino. Alcuni erano contrabbandieri che percorrevano la via del sale, tracciata sul crinale delle colline a nord ovest del castello. Trasportavano il prezioso minerale proveniente dalle saline di Cervia, centro della Romagna Pontificia. Al civico n 15 di via S. Biagio invece sono visibili i segni della prima chiesa dell'abitato. Altro gioiello del passato è il mulino di Mastalsò, ultimo dove ancora si macina grazie all'energia pulita delle acque. A pochi chilometri da Cusercoli si trova Civitella di Romagna, con il suo santuario di Suasia del sedicesimo secolo ed il teatro, piccolo gioiello in stile barocco. Nella vallata del Bidente si può visitare anche Galeata, città fondata dagli Umbri e sede del museo civico Mambrini che conserva reperti di età pre-romana, bizantina e medioevale. Infine è consigliabile un salto a Pianetto, borgo dall'atmosfera magica dove è conservata in ottimo stato l'abbazia di S. Ellero. Gli scavi della casa di caccia di Teodorico, stanno riportando alla luce un altro gioiello che si andrà ad aggiungere a quelli che compongono già questo territorio.






